La Tuscia ricca di miele?

La Tuscia ricca di miele?

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Il nostro territorio è ricco di miele, sembra che l'integrità ecologica di vaste porzioni di territorio e la varietà degli habitat e dei paesaggi agro-forestali presenti nella provincia di Viterbo siano i punti di forza dei mieli della Tuscia, che possono vantare, grazie alla presenza di numerose specie floreali, grandi qualità organiche e una sicurezza elevata paragonabile ai mieli nazionali.

Devo riconoscere che il marchio “Tuscia Viterbese” funziona. Grazie ad esso ho scoperto che in zona, oltre agli orefici, esistono diverse aziende veramente cool che producono miele da prima che nascessi e di tutti i tipi, e mi riferisco a tre categorie in particolare: 1) il “miele monoflora”, dal nome stesso, prodotto da una sola specie di fiori; 2) il “miele millefiori”, non prodotto da mille fiori ma da piante diverse provenienti da luoghi diversi; 3) il “miele di melata”, il top, ottenuto o dalle sostanze secrete dagli insetti succhiatori o dalle secrezioni provenienti dalle piante stesse. Vorrei soffermarmi su questo ultimo punto: avete presente il Kopi Luwak, quel caffè che costa come l’oro e che deriva dalle feci di uno scoiattolo? Ecco noi abbiamo una cosa simile sul miele e questo deve essere valorizzato.

Ora facciamo un po’ di critica. Quasi ogni anno, ci rendiamo conto che le condizioni climatiche influiscono enormemente sulla produzione del miele, la quale spesso raccoglie i danni del maltempo. E a pensarci proprio bene, il settore dell’apicoltura è piuttosto trascurato sebbene sia fondamentale per il ciclo naturale e considerando che esso porta risultati anche in termini di money. Considerando che l’80% delle piante viene impollinato da queste piccole operaie, senza una salvaguardia concreta rischiamo grosso: niente api niente uomo, ed è come se vi metteste a respirare sott’acqua.

Poi perché trascurare la tradizione millenaria del miele che si perde nella notte dei tempi? Se proverete a miscelarlo con un po’ di latte o vino, otterrete quello che gli antichi chiamavano “il nettare degli Dei”, ma posso assicurare che è ottimo anche sui formaggi. Non solo, potrete utilizzarlo per molti altri aspetti terapeutici: è energetico, è curativo (mal di gola, piaghe, ferite, ecc.), è anti-calvizie (non so se è vero ma spero che lo sia), insomma, serve.

Se l’ape scomparisse dalla terra all’umanità resterebbero quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente piante, niente alberi, niente esseri umani”. Albert Einstein.

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